Nell’ultimo Small Business Success Index (SBSI, l’indice che misura le performance delle piccole e medie imprese Americane) è emerso come le piccole aziende Statunitensi stiano contrastando la crisi tagliando i costi in marketing e investendo maggiormente sul customer service. Un grande problema emerso è l’accesso al capitale inoltre è stato accertato l’uso dei social media come strumenti di management e di marketing, necessari per fidelizzare il rapporto con il cliente e aumentare il suo ciclo di vita.
La recente crisi finanziaria e il tragico tracollo di alcune banche  hanno pesato fortemente sulle SMB Americane, limitandone in modo decisivo gli investimenti e l’innovazione.
Le piccole aziende Americane pur vivendo sulla propria pelle la forte crisi economica non hanno perso la speranza nel futuro e sono cautamente ottimiste.

Le PMI Usa hanno ridotto gli investimenti nei social media: se all’inizio dell’anno ci fu l’esplosione dell’uso dei social medi a fini di business, in questi ultimi mesi le piccole imprese hanno iniziato a ridurre gli investimenti in tale direzione. Anche l’online advertising ha subito una riduzione, cosi come la Search Engine Optimization.
Solo i websites hanno continuato la loro cavalcata all’interno del comparto online: la crescita per loro non si è arrestata, passando dal 10% di un anno fa al 17% di oggi.

I social media più usati dalle SMB Statunitensi sono Facebook (82%), Linkedin (38%) e Twitter (30%).
Le aspettative riposte nei social media non sono cambiate rispetto ad un anno fa e le SMB credono ancora che l’uso strategico dei social media nel loro piano di business online darà i suoi frutti entro 12 mesi. Gli obiettivi di business principali raggiungibili attraverso i social media sono: brand awareness (77%), lead generation (71%), customer service (62%).
Il 34% dei piccoli imprenditori utilizza mobile phone e mobile device per gestire i propri canali nei social media e crede che questi device aiuteranno la sua azienda ad approcciarsi meglio ai social media.

Gli imprenditori pur avendo fiducia nei propri mezzi e nel ritorno ad una situazione di profitto entro 12 mesi, nutrono meno fiducia nell’economia globale: solo il 28% delle SMB crede che l’economia si riprenderà mentre la maggior parte crede che la situazione rimarrà stabile o, addirittura, peggiorerà (34%).

Le piccole imprese Usa in questo momento non vendono globalmente, solo il 19% esporta i propri prodotti oltre frontiera, anche se molte (44%) credono che la rete in futuro possa consentirgli di espandere il proprio mercato potenziale e vendere i propri prodotti all’estero.

La situazione emersa negli Stati Uniti tra le piccole imprese non si discota molto da quella vissuta dalle “cugine” Italiane: l’economia globale ormai ha ripercussioni su tutti, dalla grande azienda alla microimpresa, ognuno risente di questa situazione di disagio secondo la sua rete di relazioni economiche e i suoi investimenti. Le differenze più significative emergono nel momento in cui si analizza la speranza per il futuro: sia le SMB che le PMI non sembrano credere molto nella risalita dell’economia globale in tempi brevi, mentre di distanziano nel grado di fiducia della propria situazione futura, dove gli USa sembrano essere più ottimisti.
I social media non hanno perso la loro importanza nel webmarketing mix delle piccole imprese anche se iniziano a nascere dubbi sul loro grado di influenza nel ritorno sull’investimento: vengono maggiormente impiegati come supporto al customer service e come stumenti di brand awareness.

E voi, cosa ne pensate?

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Alessandro Marocchini

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