Sono giorni che a fatica guardo i tg e leggo i giornali.
E’ più forte di me, sarà il mio corpo e la mia mente che in un sussulto di disperato spirito di autoconservazione mi spingono a non guardare le nefaste notizie che scorrono ogni giorno ad ogni ora davanti ai nostri occhi.
Ormai ce ne siamo accorti tutti.
La crisi è arrivata.
La nostra classe politica ne è uscita letteralmente distrutta, incapace di trovare la pur minima soluzione, anche tampone, per contrastare questa crisi. Dal 2008 (anno dello scoppio della crisi dei subprime in USA) non ha praticamente fatto nulla in campo economico. Anzi, non ha proprio fatto nulla in parlamento e senato.
Per fare un esempio, da gennaio a febbraio 2011 in parlamento si è votata soltanto una legge, peraltro una conversione in legge di un decreto legge sui rifiuti e le sedute del consiglio dei ministri duravano all’incirca 1 ora, il tempo di una chiacchierata tra amici (fonte: corriere.it). Per non parlare delle leggi sulla crescita economica o sulla stabilizzazione finanziaria e dei conti pubblici.
Un deserto di proposte.
Le Pmi del nostro paese stanno letteralmente morendo di stenti e non ce la faranno ancora per molto a reggere questa situazione: “Nel 2011 il settore delle costruzioni nel Lazio è calato del 28 per cento e le imprese artigiane del 37,4 per cento; ci sono 150 milioni di interessi passivi di più per le imprese, tutte le tariffe comunali sono aumentate e, solo a Roma, chiudono i battenti sette negozi ogni giorno” cosi ha recentemente affermato Lorenzo Tagliaventi, direttore del CNA di Roma.
Insomma, un bel quadretto rassicurante,
Forse è arrivato il momento di dare una scossa a questo paese.
Io inizierei da queste…
LA POLITICA E’ COSA BUONA E GIUSTA… SE LAVORA PER IL PAESE E NON COSTA MOLTO
Può sembrare populistico iniziare da qua ma a me non importa niente, se si vuole migliorare dalle fondamenta questo paese si deve iniziare dalla politica. Perchè è quella che deve gestire questo paese e migliorarlo.
Iniziamo con il dire che costa troppo.
Se andiamo ad analizzare il bilancio 2010 della camera dei deputati (fonte: camera.it) ci possiamo rendere conto che i servizi di ristorazione ci sono costati all’incirca 1.200.000 euro, i rimborsi spese per i viaggi dei deputati circa 8.558.000 euro, le spese per i soli software 4.189.437 euro, le spese per la cancelleria 1.973.571 euro, per i trasporti aerei 8.494.261 euro, per l’assistenza informatica 5.615.559 euro, per conferenze e mostre 580.898 euro, per traslochi e facchinaggio 1.528.527 euro e cosi via. Un crescendo di cifre spaventosamente alte.
Per non parlare poi dei rimborsi ai partiti e movimenti politici delle spese per il rinnovo della Camera dei deputati, del Parlamento Europeo, dei Consigli regionali e per l’erogazione del rimborso ai Comitati promotori di referendum tenuti ai sensi degli articoli 75 o 138 della Costituzione: ci è costato “soltanto” 199.250.855,00 euro. Niente.
Il totale delle spese del 2010 quindi è di ben 1.869.167.988,81 euro.
Non sto scherzando, è tutto documentato e pubblicato online.
E si tratta delle spese annuali della sola camera dei deputati che, ricordiamocelo, nel 2010 ha prodotto solo 95 leggi con un rapporto costi/benefici di tutto “rispetto”: ogni legge infatti ci è costata la bellezza di 19.675.452 euro.
Se andiamo ad analizzare il bilancio 2010/11 della House of Commons Inglese ci accorgiamo che il budget annuo è di circa 219 milioni di sterline, circa 256.015.053 euro, quasi un quarto di quello che spende il nostro parlamento (fonte: House of Commons).
E’ ora di farla finita.
Iniziamo a eliminare tutte quelle spese superflue per il funzionamento della politica, riduciamo notevolmente agevolazioni fiscali per i politici, eliminiamo le auto blu, tagliamo drasticamente le spese per le cure mediche (esistono le ASL per questo o possono pagare un medico privato con lo stipendio che prendono), assolutamente via i rimborsi per viaggi e spostamenti vari (i dipendenti pubblici che lavorano presso ambasciate e consolati non hanno, ad esempio, questa agevolazione anche se lavorano in una sede distaccata dalla propria residenza), utilizziamo software open source (quando possibile, cioè quasi sempre) per il funzionamento dell’apparato software di ministeri e parlamento, drastica riduzione dei rimborsi elettorali e di quelli ai mezzi di informazione dei partiti, esistono i contributi privati per questo.
E visto che ci siamo adeguiamo gli stipendi dei politici a quelli di un dirigente pubblico con l’aggiunta di bonus se si raggiungono determinati obiettivi prestabiliti che devono essere notificati davanti ad un notaio.
Iniziamo con questo e vediamo se qualcosa migliora, inoltre, riduciamo a 1 legislatura l’attività parlamentare di un deputato poi a casa a fare il suo lavoro. Se ha raggiunto almeno il 70% di tutti i suoi obiettivi allora avrà diritto alla possibilità di ricandidarsi, altrimenti niente, iniziamo a premiare chi se lo merita.
SOSTENERE LE PMI ITALIANE
E’ inutile nasconderci il fatto che le nostre PMI stiano affondando.
Non c’è mese che non veda una serranda abbassata e al posto di negozi, artigiani, commercianti vedo apparire un negozio finanziario, una banca, una società di credito.
La finanza sta disintegrando l’economia del nostro paese.
C’è assolutamente bisogno di una politica economica nel nostro paese che riesca a stimolare la crescita, è la nostra unica possibilità di rinascita.
Ad esempio, non sono d’accordo sull’aumento indiscriminato dell’IVA perchè colpisce prima di tutti i consumi e va a colpire indiscriminatamente tutti i prodotti e tutte le fasce sociali: meglio aumentare l’IVA per certi tipi di prodotti che non siano quelli di largo consumo ma, ad esempio, prodotti tecnologici di alto livello, beni di lusso, etc…
L’aumento dell’IVA inoltre colpisce indirettamente anche le PMI del nostro paese: se è già arduo vendere i propri prodotti in questo momento di crisi, pensate a cosa significhi venderli con un prezzo rialzato del 3-4%. Molto, molto difficile. Inoltre anche l’imposizione fiscale aumenta e gli artigiani e i commercianti che non vogliono perdere la loro clientela si trovano costretti a mantenere i vecchi prezzi pagando però al contempo una tassa aggiuntiva che va a scalfire il loro margine guadagno, di per sè già basso per pezzo unitario.
Non mi sembra la ricetta giusta per far ripartire i consumi e la crescita di questo paese.
Inoltre, manca una politica economica che sappia sostenere le PMI nazionali.
Non esistono uffici di supporto all’internazionalizzazione delle PMI e delle microimprese Italiane, non esistono uffici di consulenza per l’alfabetizzazione informatica di imprenditori e commercianti, non esistono strutture informatiche e portali pubblici per sostenere l’e-commerce delle microimprese Italiane (a questo proposito sto portando avanti il progetto Cypan che si occuperà proprio di questo).
Manca tutto. Si chiedono soldi in tasse senza fornire strumenti a supporto delle aziende in crisi. Non ci vogliono solo i soldi per far ripartire un’azienda o per far crescerla, serve formazione continua, infrastrutture tecnologiche, supporto di marketing e management, supporto all’internazionalizzazione e all’e-commerce.
SOGNO UN PAESE DOVE LA LOTTA ALLA CORRUZIONE SIA UN CREDO RELIGIOSO
In Italia la corruzione ci costa 60 miliardi di euro l’anno.
60 MILIARDI DI EURO L’ANNO.
Solo per fare un esempio: niente aumento dell’IVA, niente ICI, riduzione del cuneo fiscale.
Nell’ultimo rapporto “Transparency International” in cui si indica il livello di corruzione nazionale l’Italia è passata dal 29° posto nel 2001 al 67° posto nel 2010; prima di noi ci sono il Kuwait, la Tunisia, il Chile, il Botswana e il Ruanda (fonte: transparency.org).
Il libro the cost of corruption (il costo della corruzione) degli economisti Marco Arnone e Eleni Iliopulos dimostra la forte correlazione tra corruzione, mancanza di trasparenza, controllo dei media, mancato stato di diritto e perfino trattamento discriminatorio nei confronti delle donne e mancata crescita del PIL (fonte: stille.blogautore.repubblica.it).
E’ il caso di lottare realmente contro la corruzione e il lavoro sommerso.
Dotiamo le forze dell’ordine di strumenti e poteri per farlo. Subito.
I soldi si trovano visto il rapporto costi/benefici che se ne potrebbe ricavare: 60 miliardi di euro l’anno.
E iniziamo a insegnare anche nelle scuole cosa significa evadere e corrompere, nel nostro paese manca ancora molto senso civico. Se un uomo evade o corrompe mi sta letteralmente rubando i soldi dalle tasche mentre lui si arricchisce.
E iniziamo a inasprire le pene per questi tipi di reati cominciando dal falso in bilancio, miglioramo non solo la certezza della pena ma anche e sopratutto la certezza del rispetto delle leggi: se evadi o corrompi vai in galera senza passare dal via.
PREMIARE CHI SE LO MERITA
Ci sono in Italia delle realtà pubbliche (comuni, provincie, etc…) virtuose e che meritano di essere premiate, non solo nell’ottica del raggiungimento di obiettivi finanziari ed economici ma anche sociali e di benessere pubblico.
Mi spiego meglio.
Se un comune riesce a creare parchi, strutture pubbliche o miste, biblioteche, corsi di formazione, etc… che contribuiscono ad accrescere il benessere psico-fisico dei suoi cittadini attraverso investimenti misti pubblici-privati non sforando il budget deve essere premiato, cosi come deve essere premiato chi riesce a gestire al meglio la propria istituzione con il budget a disposizione.
Troppo spesso nel nostro paese abbiamo assistito a comuni con le casse semi-distrutte a causa di una gestione non oculata o a volte davvero piratesca: assunzioni di parenti, consulenze a tariffe da capogiro per argomenti ridicoli, una gestione dei rifiuti urbani inefficiente o malavitosa, etc…
Sogno che nel mio paese le infrastrutture pubbliche siano gestite da professionisti responsabili a cui vengono assegnati degli obiettivi ed un budget adeguato, non da amici degli amici legati a questo o quel politico che possono spendere e spandere come vogliono senza dare spiegazioni a nessuno.
Sogno che i dirigenti pubblici possano essere votati dai propri cittadini per il loro operato, che i loro stipendi partano da una base fissa non elevata e che possano essere incrementati secondo dei bonus legati a obiettivi gerarchici classificati per importanza.
Sogno che i giovani studenti delle nostre università possano studiare e applicare praticamente i propri studi e le proprie idee all’interno delle PMI del nostro paese, riuscendo cosi a sviluppare progetti concreti presso realtà imprenditoriali che gli permettano di capire meglio la realtà lavorativa e allo stesso tempo maturare esperienza e costruirsi un curriculum mentre le PMI possono avvalersi di mente fresche e creative che possono supportare concretamente il loro business.
Sogno che lo stipendio e la carriera delle persone siano legate al loro percorso professionale e alla qualitò del loro lavoro.
Sogno che un giorno in Italia il precariato scompaia definitivamente perchè è l’antitesi della giustizia sociale e non permette alle giovani generazioni di crescere, essere autonome e crearsi una famiglia.
STARTUP E INNOVAZIONE. ABBIAMO UNA FORZA IMMENSA E NON CE NE ACCORGIAMO
In Italia l’innovazione e la tecnologia sono argomenti tabù, ma non perchè non esistano, ma solo perchè abbiamo una classe politica, imprenditoriale e accademica talmente vecchia che non se ne preoccupa minimamente preferendo restare aggrappata al “già conosciuto”, alla “casa vecchia”.
Intanto in Italia abbiamo una serie di giovani menti che per riuscire a realizzare le proprie idee devono emigrare, chiedere supporto ai Venture Capitalist a stelle e striscie, perchè qui in Italia è quasi impossibile fare impresa.
E’ vero, anche da noi stanno iniziando a svilupparsi (alcune già da tempo) dei VC Italiani che vogliono dare supporto a giovani startup e giovani imprenditori. Ma non basta. Dobbiamo cambiare mentalità e dobbiamo assolutamente investire nell’innovazione e nelle tecnologie informatiche, ma anche nelle biotecnologie e nella scienza agroalimentare.
Dobbiamo raggiungere l’ambizioso obiettivo del 3% del PIL investito in Innovazione entro 5 anni perchè il mondo attorno a noi lo sta già facendo e noi non possiamo permetterci di perdere ancora terreno.
Dobbiamo sostenere le giovani imprese eliminando IVA, IRPEF, INPS (per l’imprenditore), per i primi 3-5 anni di inizio attività, dobbiamo supportarlo per farlo crescere e incentivarlo ad assumere personale con una forte riduzione della pressione fiscale e dei contributi per l’assunzione di giovani e fuoriusciti dal mercato del lavoro.
Dobbiamo lottare perchè l’Università sia un luogo dove i giovani non abbiano paura di osare, di provare, di sperimentare, di innovare. Perchè in Italia abbiamo paura. Abbiamo paura del futuro. Non siamo capaci di guardare avanti e di cambiare radicalmente mentalità, siamo troppo ancorati a vecchi modi di fare e vecchi modi di pensare.
Cosi non va.
Sogno un paese in cui esista la cultura del fallimento.
Un paese in cui se sei giovane sei visto come una risorsa, non come un peso e non come uno schiavo da sfruttare.
Sogno un paese in cui ci sia un fondo di innovazione pubblico per creare giovani startup legate alle nuove tecnologie, finanziamenti a fondo perduto che diano supporto anche a livello di management e formazione ai giovani imprenditori e che sappiano fornire anche consulenza per internazionalizzare le startup.
Sogno un paese in cui si investa fortemente nella formazione pubblica gratuita di qualità.
Sogno un paese in cui non si abbia paura del futuro e si dia fiducia alle nuove generazioni.
Hanno molto da dare e da dire.
SOGNO UN PAESE SOLIDALE E GIUSTO
Siamo diventati un paese di egoisti, menefreghisti, avidi e cinici.
Basta prendere la metro in un giorno feriale o percorrere in auto una qualsiasi strada di una nostra metropoli per accorgersi a che livello di egoismo e cattiveria siamo arrivati. Questa crisi poi non aiuta di certo a dare il meglio di noi, tutti sono preoccupati e arrabbiati ed è facile scontrarsi anche per piccole cose, futili e stupide.
Ma dobbiamo cambiare. Siamo tutti nella stessa barca e dobbiamo essere più solidali tra di noi.
Ne va del bene de paese, un paese disunito, conflittuale, non può crescere, non può vincere questa crisi, può solo peggiorare. Ed è quello che è accaduto in questi anni.
Invece di pensare al paese e crescere, ci siamo scontrati politicamente per tutto, rimanendo al palo.
Sogno un paese in cui quando si vede una persona in difficoltà non la si guarda di traverso, ma la si aiuta.
Sogno un paese in cui nei momenti di difficoltà si stia tutti uniti e non si pensi egoisticamente a salvare solo il proprio orticello. Quando arriva la tempesta non c’è barriera che tenga, anche il nostro orticello verrà coinvolto.
Sogno un paese in cui se il nostro vicino (o collega o amico etc…) ottiene una vittoria (qualsiasi sia) si festeggi insieme e si sia contenti per lui, la prossima volta toccherà a noi e anche gli altri ci festeggeranno e saranno contenti per noi.
Sogno un paese in cui ci si rispetti. Sempre. Non importa l’età, il credo religioso, il colore della pelle, lo stipendio, il titolo di studio, le preferenze sessuali. Ognuno merita rispetto.
Sogno un paese in cui non si idolatri una persona ricca anche se è riuscita a fare i soldi in modo disonesto: è solo un ladro ed un farabutto e se ha fatto i soldi in questo modo vuol dire che si è arricchito sulle spalle di chi se lo meritava molto più di lui.
Sogno un paese in cui si capisca una volta per tutte che l’età dei regni è finita da secoli: esiste una bandiera, una nazione, una costituzione, dei padri fondatori, una storia per l’indipendenza che dovrebbe renderci tutti orgogliosi. Senza ovviamente dimenticarci chi siamo, la nostra storia e le nostre radici, le nostre diversità ci hanno trasformato nel popolo che siamo, unico e incredibile.
Siamo il paese di Leonardo Da Vinci, Giulio Cesare, Dante Alighieri, Guglielmo Marconi, Marco Paolo, Giacomo Puccini, Enrico Fermi, Torquato Tasso, Alessandro Volta, Luigi Pirandello, Grazia Deledda, Maria Montessori, Elsa Morante, Tina Lagostena, Rita Levi Montalcini, etc…
Siamo l’Italia.
Possiamo esserlo ancora.
Possiamo essere migliori.
Cambiamola. Cambiamo.
Per domande e idee scrivimi pure a
Alessandro Marocchini
