Tanto per non essere fraintesi ho voluto intitolare cosi questo post, perchè rappresenta esattamente quello che penso di questa “genialata” del comune di Roma e perchè so già che gli unici che ci rimetteranno da questa trovata saranno i piccoli alberghi Romani e tutto il comparto turistico Romano. Nonchè lo stesso comune di Roma.

Eh si, perchè il risultato più assurdo di tutta questa storia sarà che, probabilmente, i turisti che non hanno molti soldi da spendere (quindi parliamo del 80%) prenderanno una di queste due decisioni:

1) Finchè non verrà abolita questa tassa non andranno a Roma, ci sono decine di altre città d’arte da visitare solo in Europa

2) Appena fuori Roma ci sono cittadine che non fanno parte del comune di Roma, alcune a vocazione turistica che hanno alberghi e strutture ricettive nei quali la tassa non sarà applicata

Ma la vittima sacrificale di tutta questa storia saranno i piccoli albergatori Romani, già colpiti dalla crisi, che vedranno in questo modo ridurre ancora di più il proprio mercato e le proprie entrate a favore dei grandi alberghi (vedrete che quelli non sentiranno il contraccolpo visto anche il loro target di mercato). Inoltre tutto il comparto turistico risentirà di questo “effetto farfalla” grazie alla crescita delle tariffe di alberghi e hotel.

Questa notizia ormai, grazie ai social network e al web, avrà fatto il giro del mondo, molte persone che avrebbero voluto fare un viaggio a Roma saranno disincentivate a realizzarlo davvero, chi per mancanza di soldi chi per principio, stiamo parlando di un ricarico sul prezzo di 2-3 euro a notte!, provate a farvi i conti: una coppia di giovani con un budget ristretto si trova ora come ora a pagare in media a Luglio/agosto 80 euro a camera/notte (fonte expedia), pagando un totale per 7 notti di 560 euro; se aggiungiamo tre euro a notte il costo salirebbe a 83 euro a camera/notte, con un totale di 581 euro. Una giovane coppia quindi dovrebbe pagare 21 euro in più senza motivo, mentre avrebbe potuto usare gli stessi soldi per comprare un biglietto settimanale ATAC (CIS) o 21 biglietti da 1 ora (BIT); ma anche una cena in pizzeria o una serata al cinema. Insomma, soldi buttati.

Spero proprio che la giunta comunale ci ripensi perchè questa è davvero una scelta infelice che andrà a colpire solo i turisti che amano Roma e le piccole imprese turistiche Romane.

Per informazioni, domande o consigli scrivetemi pure a

info@marketingpmi.it

sarà ben lieto di parlare con voi

Alessandro Marocchini

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