Una recente ricerca di federalberghi sul movimento turistico Italiano di questa estate, mostra come la crisi stia incidendo fortemente sul movimento in Italia: ben il 54% degli Italiani infatti resterà a casa senza effettuare nessun tipo di vacanza, un 3% circa in più dell’anno passato.

Il 54,9% degli intervistati ha ammesso che non effettuerà vacanze per problemi economici, mentre un 46,8% ha ammesso di non avere i soldi per recarsi in villeggiatura; percentuali più scarse per motivi di salute (16%) e per problemi al lavoro (18%).

La negativa congiuntura economica internazionale e la paura di un incremento della crisi, ha spinto molte famiglie Italiane a limitare, se non eliminare, le spese destinate alla vacanza estiva: ciò ha forti ripercussioni su tutto il comparto turistico ma anche sull’intera economia nazionale, a causa del mancato effetto moltiplicatore che diventa indispensabile in una situazione di disagio come questa che stiamo affrontando.

Una possibile soluzione a questa dinamica negativa è il turismo di prossimità, o meglio il ri-posizionamento di alcune destinazioni turistiche nei riguardi di questo tipo di turismo.

Alcune destinazioni turistiche internazionali infatti hanno scelto di puntare sui mercati geograficamente più vicini per contrastare la crisi in atto: l’Irlanda ad esempio nel suo marketing plan 2010 ha pianificato una crescita del 4% dalla Gran Bretagna e dai paesi Europei più prossimi geograficamente (Germania, Francia), puntando anche su Spagna e Italia grazie ai voli low cost che permettono di effettuare short break anche a chi non ha la possibilità di pianificare vacanze più lunghe.

Anche la Svizzera punta decisamente al turismo di prossimità, incrementando le proprie attività di marketing e promozione in 4 paesi chiave: Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna.

In italia alcune regioni (Basilicata e Val d’Aosta ad esempio) stanno ri-posizionando la propria immagine per permettere l’afflusso di turisti dalle vicine regioni del nord e del centro-sud, in futuro saranno seguite anche da altre regioni.

Il turismo di prossimità si basa sul tema delle classiche gite fuori porta: invogliare il turista della propria regione o addirittura della provincia, a visitare una città o una località per un determinato periodo di tempo, solitamente breve (2-3 giorni) o brevissimo (1 giorno).

Il turismo di prossimità ha un duplice effetto positivo: permette anche a chi non può fare vacanze una piccola oasi di viaggio e consente alle destinazioni che più risentono della crisi di catturare un nuovo tipo di mercato turistico.

Certo, non è la soluzione a tutti i problemi, ma in un periodo come questo permette a chi è in difficoltà di prendere una boccata d’aria.

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Alessandro Marocchini

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