Oggi inauguriamo una nuova sezione del sito denominata “IDEAS” dove verranno presentate delle idee di business o marketing innovative e originali: a volte saranno idee completamente originali, altre volte saranno spunti presi da esperienze reali, in ogni caso saranno sempre idee innovative e non comuni.
L’idea di oggi si può sintetizzare in due parole “regalare prodotti”.
Vi sembrerà assurdo che un negozio possa regalare prodotti, è un’idea al di fuori di ogni logica commerciale ed economica dato che il regalo di per sè non porta guadagno ma solo spese quindi, perchè regalare prodotti?
Un’azienda Olandese, la Darling Delicious, ha iniziato a realizzare dei negozi in cui il cliente può provare dei prodotti di cosmetica e di bellezza per poi riempire dei moduli in cui esprime il proprio parere su diversi aspetti del prodotto (estetica, profumo, etc…) oppure può scegliere di ricevere un box, il Goodie Box, con diversi nuovi prodotti da testare che ancora non sono usciti in commercio.
Anche Sample Lab, un’azienda di tryvertising con sede in Giappone, ha creduto fortemente nel tryvertising e ha iniziato a creare una catena di negozi particolari in cui registrandosi e pagando un abbonamento annuale si ha diritto a ricevere gratuitamente una serie di prodotti, l’unica forma di pagamento è quella di esprimere un giudizio sul prodotto ricevuto attraverso un modulo online da compilare.
Un’idea quindi tutt’altro che originale ma che ha delle radici e un successo forse inimmaginabile.
Vediamo quindi come si potrebbe evolvere questa geniale intuizione e per quale motivo ha successo.
I MOTIVI DEL SUCCESSO
Il motivo forse più comprensibile è quello di ricevere dei prodotti in regalo.
Un secondo motivo è quello di poter essere tra i primi a poter provare un prodotto.
Un terzo motivo è quello di poter essere co-produttori di un servizio o di un prodotto grazie al proprio parere, di collaborare attivamente con un’azienda per creare un prodotto che rispecchi le proprie caratteristiche e i propri desideri. Pensate cosa possa significare per un utente Apple collaborare a realizzare la prossima invenzione della creatura di Steve Jobs. Non ha prezzo.
Dal punto di vista aziendale significa testare gratuitamente prodotti e servizi e ricevere feedback di qualità direttamente dai propri utenti e clienti.
Inoltre, utilizzando prototipi si possono immediatamente testare prodotti prima di avanzare con le fasi di un nuovo progetto senza rischiare soldi e senza intaccare la propria reputazione: già nelle prime fasi di progetto si possono realizzare diversi prototipi e si possono far testare direttamente agli utenti “privilegiati” all’interno di questi tryvertising shop ricevendo cosi molti feedback utili a rendere il prodotto più adatto alle esigenze del mercato senza rischiare di iniziare la produzione massiva di un prodotto che non soddisfa le richieste del mercato e senza sprecare soldi per organizzare focus group dai risultati incerti.
PUNTARE SULLE NICCHIE DI MERCATO E SULL’ESCLUSIVITA’
L’evoluzione di quest’idea potrebbe essere quella di concentrarsi su specifiche nicchie di mercato e creare dei negozi in cui si può entrare solo se si è membri di un esclusiva cerchia di clienti/soci.
Le due nicchie che più sono legate ad un concetto di esclusività e hanno un pubblico di vaste proporzioni sono il settore fashion e quello legato ai prodotti tecnologici (gaming, cellulari, pc, etc..).
Prendiamo il settore tecnologico, l’idea è quella di creare un grande negozio in cui la merce sia esposta come se si trattasse di un museo organizzato in diverse aeree che sappiano stimolare i cinque sensi del cliente: in alcune aree si possono provare i prodotti tastandoli con mano, usandoli, aprendoli, giocandoci e interagendo con gli altri clienti scambiandosi opinioni e sensazioni, in questo modo oltre a stimolare fisicamente il cliente si stimola anche la sua componente sociale e si promuove l’interazione e il buzz del prodotto.
In altre aree si potrebbe pensare di organizzare piccoli eventi, magari nel fine settimana, in cui il prodotto viene presentato ai clienti tramite presentazioni e workshop stile Apple magari accompagnati da piccoli rinfreschi e aperitivi.
Il negozio sarebbe chiuso al pubblico ed il solo modo di entrarvi sarebbe quello di iscriversi ad un club esclusivo che permette l’accesso al negozio; non c’è cosa che attiri più una persona di quella che non può avere ed è per questo che sarebbe necessario accentuare il carattere di esclusività del club che, ovviamente, sarebbe a numero chiuso. Per stimolare il buzz dei prodotti e del negozio stesso e per permettere l’accesso anche ad altri prospect si può permettere al socio del club di invitare 10-20 suoi amici interessati a visitare il negozio attraverso un meccanismo di inviti a coupon
simile a quello utilizzato da Google per far testare i suoi prodotti (vedi il fenomeno degli inviti ddi Google Buzz e Google Wave). Ovviamente l’invito sarebbe utilizzabile una sola volta e questo lo renderebbe ancora più unico e speciale contribuendo a creare un enorme buzz attorno al negozio e ai prodotti che ospita.
Il negozio in questione ospiterebbe solo prodotti in anteprima delle principali case produttrici mondiali (Sony, Microsoft, Philips, etc…) e potrebbe caratterizzarsi per essere una “finestra” sul futuro, per anticipare i tempi e i prodotti del futuro prossimo: un nome come “La bottega del futuro” potrebbe aiutare a capire il senso del negozio, la scenografia dovrebbe essere legata al concetto di “laboratorio dello scienziato pazzo” o laboratorio tecnologico, gli addetti vendita indosserebbero dei camici da scienziati e sarebbero selezionati in base alla loro conoscenza tecnologica e informatica.
Si tratterebbe quindi di sceneggiare una storia all’interno della “bottega” seguendo il filone esperenziale ideato da Pine e Gilmore e la storia potrebbe trarre spunto dalle vicende di Fringe o Ritorno al futuro ad esempio, ricreando cosi una scenografia e un’atmosfera particolare ed entusiasmante, specie per quel settore del pubblico di 30-40enni legati al ricordo della trilogia e che sono effettivamente il core target del negozio.
TRYVERTISING SHOP
I tryvertising shop sono ancora ai loro inizi.
Il business legato al concetto di tryvertising è indissolubilmente legato a quello delle grandi case produttrici mondiali e probabilmente saranno proprio queste che più investiranno in questo settore nei prossimi anni, magari inglobando nei
propri brand store delle aree predisposte solo a stimolare il contatto con il cliente attraverso gift box e prodotti da testare, difficile comunque fare una previsione dato che tutto il concetto di tryvertising si regge su un sottile equilibrio.
Per quanto riguarda le PMI non è facile riuscire a creare anche solo una sezione di tryvertising nel proprio negozio o nel proprio brand store, i costi (non solo quelli fissi ma anche quelli promozionali) sarebbero insostenibili nel medio-lungo periodo e i ricavi non sufficienti ad un adeguato ROI.
Le PMI potrebbero però organizzare delle giornate/evento in cui utilizzare gift box per poter creare buzz attorno al proprio brand, magari in occasione del lancio di un nuovo prodotto o di un nuovo servizio.
L’importante però è capire che il tryvertising non serve solo per produrre buzz ma sopratutto per analizzare l’interazione tra i propri prodotti e i clienti, per stimolare il feedback degli stessi e per poter costruire una base dati statistica quantitativa e qualitativa in grado di rispondere ai nostri più importanti quesiti di business per ottenere delle risposte che sappiano guidarci nel realizzare prodotti più attraenti per il mercato e promozioni maggiormente efficaci.
E tu, hai qualche idea in proposito?
Per domande, informazioni, dubbi, consigli, etc… puoi contattarmi a
Alessandro Marocchini
