Sono appena terminate le elezioni regionali e dopo la bagarre della consultazione elettorale è tempo di tornare con i piedi per terra e ricominciare a lavorare. Vediamo cosa stanno facendo alcune regioni, Lombardia e Sardegna.
La Sardegna ha deciso di istituire un fondo da 238 mln di euro per le PMI della regione, il nuovo strumento a supporto delle Pmi sarde sarà gestito dalla Sfirs, finanziaria regionale della Sardegna.
Dal sito della regione Sardegna “Il Fondo permetterà agli imprenditori di ottenere controgaranzie o cogaranzie su linee di credito concesse dalle banche e sulle stesse garanzie rilasciate dai Confidi. Tra le operazioni ammissibili saranno possibili i rifinanziamenti, il consolidamento dell’indebitamento e la rinegoziazione del credito.” Certo un buon punto di partenza che può dare fiato e sostenere le pmi che hanno problemi di capitale e di dialogo con le banche ma che senza supporti infrastrutturali, di gestione e di marketing rischia di diventare il solito flusso di denaro pubblico (anche se finanziato dall’Unione Europea) che non porta risultati concreti nel medio-lungo periodo.
La Lombardia invece ha deciso di sostenere in modo diverso le PMI del territorio: l’obiettivo della regione Lombarda è infatti quello di sostenere le pmi nel loro processo di internazionalizzazione e sviluppo dell’export. Attraverso l’offerta di una serie di voucher che offrono l’opportunità di sostenere spese (rimborsabili fino al 70-80%) per consulenze, servizi, studi e ricerche, possibilità di partecipare a fiere internazionali e stand specializzati. Il successo di questa inizativa (ben 389 voucher/fiere assegnate in un mese) ha spinto la regione a rifinanziare il progetto.
Inoltre ci sono altri due strumenti messi a disposizione delle imprese Lombarde dall’amministrazione regionale: il primo è il Fondo voucher per l’accompagnamento delle Pmi lombarde nei paesi esteri, contributi a fondo perduto fino a un massimo di 18.000 euro (massimo 75% della spesa), sfruttabili per acquisire servizi come: analisi e ricerche di mercato, assistenza nell’individuazione di potenziali partner industriali, assistenza legale, contrattuale e fiscale, progettazione studi di fattibilità. Il secondo strumento (più complesso) è il fondo di rotazione per l’internazionalizzazione, uno strumento rivolto alle industrie che intendono avviare un percorso di sviluppo internazionale, tramite la realizzazione di programmi d’investimento all’estero.
Se la situazione sembra sbloccarsi in queste due regioni (cosi come in altre del nostro paese), in altre regioni della nostra penisola la situazione è ncora stantia e deprimente: osserviamo il caso Sicilia.
Un articolo del Quotidiano di Sicilia a titolo “Pmi isolate e fondi dispersi, mancano i sostegni regionali” descrive questa penosa situazione puntando il dito contro l0amministrazione regionale rea di immobilismo e di scarsa attenzione alle PMI Siciliane: Unioncamere Sicilia ha tracciato una prima linea d’intervento per bocca del suo presidente Giuseppe Pace ““Sarebbe opportuno che anche la Regione Siciliana, come già ha fatto la Lombardia, individui al più presto quali sono le leggi che hanno consentito mutui agevolati, al fine di fare rientrare anche le imprese che hanno goduto di questi benefici nell’accordo stipulato tra Ministero dell’Economia, Abi e organizzazioni imprenditoriali” e ancora “È uno strumento importantissimo per ridare ossigeno alle imprese in questo grande momento di crisi – continua Pace – ma la Regione siciliana non ha ancora prodotto l’elenco preciso delle leggi cui estendere i benefici dell’accordo, con il risultato che le imprese rischiano di finire nella black list con conseguenze pesantissime per le loro finanze e per la sopravvivenza delle aziende stesse. Facciamo appello al buonsenso del presidente Lombardo ricordandogli che la Conferenza Stato Regioni invitava le Regioni a rispondere entro il 12 dicembre 2009”. Intanto l’industria Siciliana arranca e dal 2008 ha perso 16.800 posti di lavoro, una vera catastrofe.
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