Il mattino del 29 giugno 2004, su centinaia di piccoli adesivi listati a lutto attaccati dappertutto per le strade del centro, Palermo ha letto per la prima volta questo messaggio:
UN INTERO POPOLO CHE PAGA IL PIZZO È UN POPOLO SENZA DIGNITÀ. Il giorno dopo tutti i telegiornali regionali aprivano con questa notizia, in Procura i Pm che si occupano delle indagini sul racket si riunivano con i carabinieri per cercare di capire chi fosse l’autore dell’adesivo, e il prefetto di Palermo Giosué Marino convocava in prefettura il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Da quella mattina di giugno molti altri cittadini, commercianti e imprenditori hanno continuato ad alzare la testa e si sono scontrati contro lo status quo che li voleva vittime e succubi della mafia. Ma con quel cartello hanno anche trasmesso un messaggio molto forte: se non si alza la testa, se non si denuncia e non ci si scontra con la mafia, alla fine si è un popolo senza dignità. E da quello che hanno realizzato da quel giorno in avanti, dimostra che il popolo Siciliano è tutto fuorchè senza dignità.